La frode carosello IVA è un fenomeno di portata europea, oggetto di un’attenzione sempre più intensa da parte delle autorità fiscali e giudiziarie degli Stati membri.
In Spagna, tuttavia, questo tipo di frode è oggi perseguito con particolare severità in sede penale, esponendo anche imprese italiane a indagini, imputazioni e responsabilità che spesso vengono sottovalutate.
Sebbene sia spesso associata a grandi organizzazioni criminali, la prassi giudiziaria recente dimostra che anche imprese apparentemente ordinarie possono essere coinvolte penalmente per la loro partecipazione — consapevole o meno — a tali schemi.
Negli ultimi anni, l’Agencia Tributaria e la Fiscalía spagnole hanno intensificato i controlli sulle operazioni intracomunitarie di compravendita, in particolare nei settori della tecnologia, elettronica, idrocarburi, automotive, energia e commercio all’ingrosso.
Molte imprese italiane intrattengono rapporti commerciali con la Spagna attraverso operazioni intracomunitarie, filiali, magazzini logistici o clienti ricorrenti. In questo contesto, la frode carosello IVA rappresenta un rischio penale concreto, anche per società che non ritengono di operare “in Spagna” in senso stretto.
Cos’è la frode carosello IVA (...e cosa non lo è)
Da un punto di vista pratico, la frode carosello IVA consiste in:
una catena di operazioni intracomunitarie >>
>> con uno o più operatori qualificabili come “missing trader”* >>
>> che non versano l’IVA addebitata >>
>> generando rimborsi indebiti o detrazioni fraudolente
A differenza di altre frodi fiscali, la frode carosello si fonda su un’apparenza formalmente corretta: fatture, contratti, trasporti e pagamenti che, in molti casi, esistono realmente dal punto di vista documentale.
(*) missing trader = letteralmente “operatore scomparso”; indica le imprese fittizie, che pongono in essere frodi in
materia di IVA intracomunitaria, omettendo il versamento dell’imposta e rendendosi irreperibili nei
confronti dell’Amministrazione finanziaria.
Quando un’impresa italiana può essere coinvolta penalmente in Spagna
Un’impresa italiana può essere assoggettata alla giurisdizione penale spagnola quando:
- partecipa a catene di fornitura con impatto fiscale in Spagna
- utilizza filiali o stabilimenti situati in territorio spagnolo
- ottiene rimborsi o detrazioni IVA riferite all’IVA spagnola
L’elemento determinante non è la nazionalità della società, bensì il luogo in cui si produce il danno fiscale.
L’approccio penale spagnolo
L’ordinamento spagnolo riserva particolare attenzione a:
- imprese prive di una reale struttura logistica
- margini commerciali inspiegabili
- fornitori con cicli di vita estremamente brevi
- assenza di controlli di compliance e di diligenza interna
La mancanza di adeguata diligenza può comportare responsabilità penale diretta degli amministratori, anche quando la società capogruppo ha sede in Italia.
Inoltre, le autorità spagnole non richiedono l’appartenenza a un’organizzazione criminale, né esigono un beneficio diretto elevato; bensì, attribuiscono un peso decisivo alla carenza di diligenza imprenditoriale.
Un’impresa italiana può essere qualificata come cooperatore necessario o compartecipe qualora accetti di operare in condizioni oggettivamente anomale.

La responsabilità penale dell’“operatore intermedio”
Uno degli errori più comuni è ritenere che solo chi organizza la frode risponda penalmente. In Spagna questa convinzione è errata.
L’operatore intermedio, infatti, può essere penalmente responsabile in presenza di indizi quali:
- conoscenza del meccanismo fraudolento
- accettazione consapevole del rischio
- grave mancanza di diligenza
La Corte Suprema spagnola ha ribadito che non è necessario il dolo diretto: è sufficiente il dolo eventuale, che ricorre quando l’impresa ignora deliberatamente segnali evidenti di frode.
Quadro penale spagnolo applicabile
La frode carosello IVA può comportare:
— imputazione della filiale spagnola
— indagini a carico di amministratori italiani
— responsabilità penale della persona giuridica
— cooperazione giudiziaria tra Spagna e Italia
I principali rischi penali si articolano attorno a:
- reato contro l’Erario (art. 305 Codice Penale spagnolo - CPS)
- truffa aggravata (artt. 248 e 250 CPS), spesso qualificata come "aggravata" in quanto la giurisprudenza spagnola tende a considerare i tributi e le risorse pubbliche come beni di utilità sociale, essendo destinati al finanziamento di servizi essenziali
- associazione criminale (art. 570 bis CPS)
- falsità documentale in ambito societario, quando le fatture attestano operazioni inesistenti (art. 290 CPS)
- responsabilità penale della persona giuridica (art. 31 bis CPS)
Cosa analizza la Procura spagnola nella pratica
Nei procedimenti concreti, l’accusa fonda le proprie contestazioni su elementi quali:
I. margini commerciali anomali
II. assenza di una struttura logistica reale
III. rapida rotazione dei fornitori
IV. pagamenti circolari o privi di logica economica
V. assenza di un rischio imprenditoriale effettivo
L’impresa che non è in grado di spiegare perché accetta operazioni manifestamente atipiche si espone a responsabilità penale rilevante.
Implicazioni per le imprese italiane
La Spagna rappresenta oggi uno dei principali partner commerciali dell’Italia e, proprio per questo, è anche uno dei contesti in cui la Procura svolge un’attività particolarmente intensa in materia di frodi IVA intracomunitarie.
I procedimenti penali avviati in Spagna possono estendersi all’intero gruppo societario e generare un impatto reputazionale immediato, spesso difficile da contenere o correggere a posteriori.
In questo scenario, una revisione penale preventiva delle operazioni con la Spagna non è più una misura opzionale, ma una scelta strategica essenziale per le imprese italiane che operano a livello internazionale. ¡
Affidarsi a un avvocato italiano in Spagna con esperienza in diritto penale d’impresa consente di individuare tempestivamente i profili di rischio e di tutelare l’attività commerciale prima che il problema assuma rilevanza penale.